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Contatore dei centauri
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Sicuri si diventa, Ride Safe.
IPB
Ride Safe
Corso di guida
Parte 5
Come sterzare con una moto
Questa sezione è molto importante, meglio quindi fare pochi preamboli.
Trovatevi uno spiazzo vuoto pianeggiante, ben asfaltato e piuttosto grande.
L’aeroporto privato di un amico è l’ideale: nel caso l’amico fosse in vacanza,
il parcheggio di un supermercato la domenica mattina alle sei va bene lo stesso.
Partite dal fondo del parcheggio, ingranate prima e seconda e portatevi sui 50 all'ora,
procedendo in linea retta. Raggiunta questa velocità, senza mollare il gas, premete con
delicatezza sulla manopola sinistra, allontanando il manubrio da voi. ATTENZIONE!
esercitate una pressione leggera con movimento lento, pochi millimetri sono sufficienti.
Non appena cominciate a premere sulla manopola sinistra la moto si inclina verso sinistra e
scarta in quella direzione. Ripetete l'esperimento più volte, fino a convincervi di una
conclusione evidente: per sterzare una moto verso sinistra bisogna spingere sulla manopola
sinistra, e viceversa*. Generalizzando il risultato:
per inserire una moto in curva basta spingere un poco sulla manopola
interna alla curva stessa.
(*Per velocità molto basse questo non vale, come è evidente per chiunque abbia mai provato
a fare manovra in un parcheggio)
Ripetete l'esperimento variando la velocità con cui spingete sulla manopola sinistra e
noterete che cambia la rapidità con la quale la moto sterza verso sinistra. Maggiore è la
rapidità con cui spingete sulla manopola, maggiore è la velocità con cui la moto cambia
traiettoria. Ecco la seconda conclusione:
la velocità con cui la moto cambia direzione dipende dalla velocità con
cui spingete sulla manopola.
L'ultimo esperimento è banale: variate ora l'ampiezza della spinta sulla manopola interna.
Noterete che una spinta di piccola ampiezza corrisponde ad un piccolo cambio di direzione
di poco, mentre una spinta più ampia corrisponde ad una sterzata decisa (si parla sempre di
spostamenti e spinte millimetriche).
Le prove descritte non fanno che illustrare gli aspetti principali della tecnica del controsterzo,
il modo più efficace (non l'unico) per far cambiare direzione ad una moto. Il termine
controsterzo incute un certo timore, evoca immagini di dèi della pista che sfrecciano sui
circuiti del mondo con la moto intraversata. La reverenza è giustificata, ma la tecnica di
base non cambia. Il modo più efficace di sterzare una moto in curva è quello di esercitare
pressione sulla manopola interna: ampiezza e velocità della spinta controllano angolo e
rapidità di inclinazione della moto. La maggior parte dei motociclisti usa già questa tecnica,
ma in maniera inconsapevole. Imparare ad usare il controsterzo in maniera controllata e
consapevole aumenta decisamente la padronanza del mezzo.
Per toccare con mano la differenza con altre tecniche di guida fate questo ulteriore
esperimento, sempre nel parcheggio di cui sopra. Portatevi sui 40/50 km/h e lasciate il
manubrio. A questo punto caricate il peso su una pedana, nel modo che vi è più congeniale.
Se avete una moto carenata, molta audacia ed uno sconfinato amore per la scienza potete
provare a sporgervi tenendovi con una mano al cupolino. È quasi sicuro che il massimo
risultato dei vostri sforzi sarà far cambiare direzione alla moto in maniera lenta e graduale.
A velocità superiori l'effetto dello spostamento di peso è ancora inferiore e la "sterzata" che si
ottiene è comunque ben diversa da quella necessaria per affrontare per esempio una curva
in montagna.
Una obiezione che viene fatta spesso è la seguente: ho visto stuntmen far girare la moto in
un cerchio strettissimo senza toccare il manubrio, a volte rimanendo sdraiati sul sellino.
Questo è vero, ma la spiegazione è semplice: la manovra è compiuta a velocità molto bassa.
Come detto all'inizio della sezione, a basse velocità una moto sterza in maniera "naturale":
manubrio a sinistra per girare a sinistra, manubrio a destra per girare a destra. In questi casi
spostare il peso di lato funziona.
E adesso tutti insieme!
In questa sezione finale si descrive passo dopo passo come affrontare una curva a destra (è
un esempio), mettendo insieme le nozioni illustrate finora.
Siete in rettilineo, in fondo c'è una curva a destra cieca. Con lo sguardo fisso sul punto di
fuga, cominciate a spostarvi verso la riga di mezzeria, valutate il raggio della curva e
chiudete parzialmente l'acceleratore. Raggiunta la velocità di entrata che ritenete opportuna,
selezionate la marcia più corretta. Sempre con lo sguardo verso il punto di fuga entrate in
curva larghi, vicino alla mezzeria, la moto in assetto neutro e gas costante. Davanti a voi il
punto di fuga comincia a muoversi lungo la curva. Gas costante, motore in tiro, rimanete
larghi procedendo alla stessa velocità con cui il punto di fuga si allontana da voi. Fino ad
ora la moto è appena inclinata; mantenete la posizione di massima visuale e continuate a
guardare il punto più lontano della curva.
Il punto di fuga accelera e scatta in avanti, la curva comincia ad aprirsi verso l'uscita.
Con lo sguardo sempre rivolto in avanti, applicate una lieve pressione alla manopola destra e
cominciate ad aprire appena il gas. La moto si inclina e guadagna rapida la corda, ruota
posteriore caricata ed in trazione. In questo momento raggiungete la massima inclinazione.
Sempre guardando in avanti dirigete la moto verso l'uscita della curva, cominciando a
raddrizzare. Man mano che la moto torna dritta aprite il gas sempre di più, trasferendo carico
verso il posteriore e assicurandovi la miglior trazione possibile. A moto ormai dritta vi lasciate
la curva alle spalle, sguardo rivolto verso il punto più lontano della strada e già pronti a
posizionarvi per la prossima curva (applausi).
Errori comuni
Le curve sono un esame impegnativo e specie agli inizi è facile
sbagliare qualcosa. Quello che segue è un elenco degli errori
più comuni, corredato di consigli per evitare di ripeterli.
- Entrare o chiudere troppo presto
Questo è un errore classico, frequente nelle curve piuttosto strette o
che chiudono in uscita.
Vi avvicinate alla curva larghi e alla velocità giusta, ma appena entrati,
invece di farvi guidare dal movimento del punto di fuga vi buttate subito
verso l'interno della curva. La curva continua a girare e quando vi rendete
del vostro errore lo spazio di manovra è molto ridotto. La reazione istintiva
(sbagliata) è quella di raddrizzare la moto e frenare, con l'intenzione
di correggere la traiettoria una volta ridotta la velocità,.
Il grosso rischio è quello di finire fuori strada (nelle curve a sx) o
contro un veicolo che proviene in senso contrario (nelle curve a dx).
Altra reazione classica, ugualmente pericolosa, è frenare bruscamente
con l'anteriore nel tentativo di rallentare. In questo caso è facile
bloccare la ruota, scivolare e finire come nello scenario precedente.
Se vi trovate in questa situazione, provate COMUNQUE a completare
la curva. Sguardo fisso verso l'uscita, inclinate ulteriormente la moto
mantenendo il motore in tiro. Potete aiutarvi agendo con molta
delicatezza sul freno dietro, ma l'azione principale rimane quella di
tenere la moto in strada e finire la curva. Fidatevi del vostro mezzo;
una moto raggiunge il proprio limite solo quando tocca con appendici
fisse come scarichi e cavalletti, e nella maggioranza dei casi è in
grado di completare la curva a velocità più alta di quella che voi pensate.
- Entrare troppo forte
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